chiloè e Francisco Coloane

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Chi meglio della voce di Francisco Coloane potrebbe  descrivere  il senso di grandezza e di potenza della natura, dalle montagne alle pianure della sua terra natia e della sconfinata solitudine dei deserti all’ oceano.

Lasciamo dunque allo scrittore Chilota la parola per descrivere alcuni aspetti questa magica isola.

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Brano tratto da:  ” Una Vita alla Fine del Mondo”

” I vasti orizzonti, le vaste pianure quasi sul livello del mare, la alture scoscese che in epoche remote si trovavano sul fondo dell’oceano o si formarono da
spostamenti di ghiacciai, il vento a volte tempestoso che apre squarci d’azzurro nel cielo e fa correre le nubi sbiadite, tutto, tutto questo era lo scenario reale di profondi e misteriosi sconvolgimenti ecologici e tellurici che ammiravo come un’immensa opera d’arte.

Il cavallo e l’uomo in sella erano l’unica presenza che ai miei tempi interrompeva la vibrante armonia delle praterie spazzate dal vento e degli orizzonti luminosi.  A volte, quando cadevo in preda alla disperazione, montavo a cavallo e partivo al galoppo fino a smarrirmi in mezzo alla tempesta o nella nebbia, a inzupparmi di pioggia e a lottare contro le raffiche sibilanti che gelno le ossa e screpolano la pelle.

Lì c’era la verità di una vita sconosciuta che forse sono arrivato a comprendere soltanto quando ne ero ormai lontano.  Il galoppo era l’unico ritmo appropriato per dominare quella natura impossibile da dimenticare e che ha ossessionato la mente di molti, tra i quali Charles Darwin.

Ci sarà forse una memoria nel subconscio, dove un tempo penetrarono quei vasti paesaggi che in un’altra epoca erano sommersi dal mare, che ci leghi sottilmente a tale suggestione? Tuttavia, mai la letteratura mi fu tanto estranea come in quel periodo (…)

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